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Il Blog

Taglio capelli asimmetrico realizzato in salone a Ebisu Tokyo

Non c’è due senza tre

Vi avevo già raccontato di quando ho trovato il parrucchiere perfetto a Tokyo. Ebbene sì: ci sono tornata. Non una seconda, ma addirittura una terza volta.

Un piccolo preambolo è d’obbligo. Tornata in Italia, diverse amiche – e anche alcune clienti, storicamente fedelissime ai capelli lunghi – hanno dichiarato che vogliono tagliarli così anche loro. Eh sì, il fascino della nuca scolpita a regola d’arte è difficile da ignorare.

Ma torniamo a noi.

Dopo il debutto della scorsa estate, sono tornata dall’artista di Ebisu. Naturalmente si ricordava di me: l’unica cliente che arriva (quasi) apposta dall’Italia per un taglio “very fabulous”, senza troppe esitazioni. Questa volta, però, niente timori. Sapevo esattamente cosa mi aspettasse.

Bastano poche immagini della volta precedente, qualche dettaglio in più, e poi… quel momento. Il click che rompe il silenzio. Il ronzio della macchinetta elettrica. In Giappone, dal parrucchiere, non c’è il chiacchiericcio rumoroso a cui siamo abituate: solo un sottofondo ovattato di sussurri. Il fremito della prima volta si è trasformato in una sensazione ancora più preziosa: quella di sentirsi capita, completamente affidata a mani esperte.

Questa volta, il ragazzo dalla folta criniera si è aperto piano piano. Complice la proverbiale curiosità giapponese, mi ha fatto molte domande, con l’aria innocente di un bambino. Parlando del mio primissimo viaggio in Giappone, nel lontano 1988, ha realizzato che all’epoca era poco più di un fanciulletto… rivelandomi, con naturalezza, anche la sua età.

In salone c’era anche un colorista giovanissimo, un efebo biondo platino. Ed è lì che confesso una vecchia follia adolescenziale: “E se diventassi bionda?”

Lui, ovviamente, mi ha detto che mi starebbe bene. Ma, con onestà, ha aggiunto che il processo sarebbe stato complesso: decolorazione, stress del capello, taglio ridotto al minimo e poi biondo graduale. Apro e chiudo parentesi: una settimana dopo, a Ginza, ho provato una parrucca bionda con taglio corto. Sarà stato lo stile “zia Maria”, o quel biondo cenere tendente al grigio… fatto sta che la voglia mi è passata in un lampo. Nota a margine: non sempre bisogna credere al venditore che dice “ma come ti sta beeeneee”.

Flashback a Ebisu.

Il colorista platinato, invece, ha centrato perfettamente il bersaglio con il mio testa di moro dai riflessi castani. Dopo colore e lavaggio eseguiti in modo impeccabile – senza una goccia fuori posto – il taglio è stato rifinito con dettagli ancora più marcati, ma mai urlati. Solo sussurrati.

Ed ecco che il mio taglio leggermente asimmetrico, con il lato più corto e geometrico, riprende la sfumatura perfetta sulla nuca e si armonizza in una mise che non passa inosservata. Non per eccesso, ma per un’eleganza controllata, essenziale, precisa.

A un certo punto ho pensato: avrà tagliato tantissimo. E invece, sul pavimento, solo poche ciocche e un velo di polverina. La conferma definitiva che la maestria non si improvvisa.

Ovviamente, prima di rientrare in Italia, tornerò. Certo che tornerò.

Ma intanto, come da rito, mi sono concessa una cena very “WA” nel ristorantino di Ebisu, subito dopo il parrucchiere favoloso. Perché le cose belle meritano sempre una degna conclusione…